Per John F. MacArthur uno può prendere il marchio della bestia ed ancora essere salvato

macarthur-fotoJohn F. MacArthur Jr è un predicatore di fama mondiale. Vi trascrivo una breve presentazione di questo predicatore così come si trova sul sito http://www.zam.it/: ‘Conosciuto per il suo approccio completo e franco all’insegnamento della Parola di Dio, la Bibbia, John MacArthur è un pastore evangelico di quinta generazione, autore e oratore di fama internazionale. Dal 1969 è impegnato come pastore e insegnante presso la Grace Community Church a Sun Valley, California. Le predicazioni di John raggiungono la maggior parte del mondo tramite il suo lavoro multimediale Grace To You, con uffici in Australia, Canada, Europa, India, Nuova Zelanda, Singapore, e Sud Africa. Grace To You non solo produce programmi radiofonici per oltre 2000 radio (in lingua inglese e spagnola), ma distribuisce libri, software, cassette e CD con studi e sermoni di John MacArthur. In 36 anni, Grace To You ha distribuito più di 13 milioni di CD e audiocassette. John è presidente di The Master’s College e The Master’s Seminary. Ha scritto centinaia di libri e manuali di studio biblico, molto utili e pratici per la vita quotidiana. I suoi lavori pubblicati in italiano includono “Al Sicuro Fra Le Braccia di Dio”, “La Verità Celeste Sulla Morte di Un Bambino”, e “Il Commentario del Nuovo Testamento”.

Ora, questo pastore evangelico – che è un ‘calvinista’ e quindi insegna che un credente non può perdere la salvezza oltre che un ‘cessazionista’ – insegna che una volta che sarà manifestato l’anticristo anche se uno prenderà il marchio della bestia avrà la possibilità di essere salvato. Ecco infatti cosa ha detto: ‘Ora, la domanda è, se tu stai vivendo durante il periodo della Tribolazione, e prendi il marchio, in altre parole, tu ti identifichi con l’impero della bestia, potrai ancora essere salvato? Ed io penso che la risposta a ciò è sì’ (Now, the question is, if you’re living in the Tribulation period, and you take this mark, in other words, you identify with the beast’s empire, will you still be able to be redeemed? And I think the answer to that is yes – http://www.gty.org/resources/sermons/1301-I/).
Questa è una falsa dottrina, in quanto la Scrittura a tal riguardo non lascia alcuna possibilità di salvezza a chi prenderà il marchio della bestia. Ecco quello che troviamo scritto infatti nel libro dell’Apocalisse: “E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome. Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù” (Apocalisse 14:9-12). Peraltro, coloro che prenderanno il marchio della bestia ancora prima di essere gettati nel fuoco eterno saranno puniti da Dio con una ulcera maligna, secondo che è scritto: “E il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che aveano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine” (Apocalisse 16:2). Di loro viene detto che sono stati sedotti dal falso profeta: “E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo” (Apocalisse 19:20).
Rigettate dunque questo falso insegnamento di questo predicatore che ha tanti ammiratori anche qui in Italia, soprattutto in ambito evangelico non pentecostale.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/11/23/per-john-f-macarthur-uno-puo-prendere-il-marchio-della-bestia-ed-ancora-essere-salvato/

Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato

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L’apostolo Paolo dice a Timoteo: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî” (1 Timoteo 4:1), e questo lo dice subito dopo avere detto che Cristo “è stato creduto nel mondo” (1 Timoteo 3:16).

Dunque coloro che lo Spirito dice che apostateranno dalla fede, avevano veramente creduto in Gesù Cristo. Altrimenti che senso avrebbe dire che apostateranno dalla fede? Come può uno abbandonare una strada senza prima camminarci? Come può uno uscire da una casa se non ci è dentro? E così anche quelli che apostatano dalla fede, avevano la fede.

Ma vorrei che poniate attenzione che è lo Spirito della verità che dice questo, e quindi dato che Gesù ha detto che lo Spirito “non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giovanni 16:13-15), quelle parole su coloro che apostateranno dalla fede sono parole di Gesù Cristo, il Fedel testimone. E quindi si adempiranno.

E non ci si deve meravigliare affatto di quello che Gesù, dopo la sua assunzione in cielo, ci ha annunziato tramite lo Spirito Santo in merito a costoro, perchè quando egli era sulla terra disse ai Suoi discepoli sugli eventi che precederanno il Suo ritorno: “Allora vi getteranno in tribolazione e v’uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome. E allora molti si scandalizzeranno, e si tradiranno e si odieranno a vicenda. E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. E perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:9-13).

Chi sono infatti i molti che si scandalizzeranno, si tradiranno e odieranno a vicenda, e che saranno sedotti dai falsi profeti? Sono dei credenti. Altrimenti le parole seguenti di Gesù “MA CHI AVRA’ PERSEVERATO SINO ALLA FINE SARA’ SALVATO” non si accorderebbero con quelle precedenti. Gesù infatti ha voluto dire che molti credenti si scandalizzeranno (si trarranno indietro quindi), diventeranno dei traditori (come Giuda Iscariota quindi, che tradì il Maestro), si odieranno a vicenda (e noi sappiamo che “chi odia il suo fratello è nelle tenebre e cammina nelle tenebre e non sa ov’egli vada, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi” 1 Giovanni 2:11 e che “chiunque odia il suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso” 1 Giovanni 3:15), e si faranno sedurre dai falsi profeti (perciò coloro che rimarranno sedotti si dipartiranno dalla fede, la qual cosa fa parte dell’apostasia che deve venire prima della venuta del Signore e del nostro adunamento con Lui – 2 Tessalonicesi 2:3), per cui tutti costoro non persevereranno fino alla fine (cioè non dimoreranno in Cristo fino alla fine); MA chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Gesù ha fatto quindi una netta distinzione tra coloro che credono per un tempo e coloro che invece credono fino alla fine; tra quei tralci che dimorano nella vite solo per un tempo, e quelli invece che vi dimorano fino alla fine. Ricordatevi dunque che mentre “con la vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre” (Luca 21:19), cessando di dimorare in Cristo perderete le anime vostre.

Alla luce di quanto disse Gesù quindi si capiscono bene tutte quelle esortazioni degli apostoli a perseverare nella fede, ad amarci gli uni gli altri, e a non farci sedurre. Essi infatti sapevano molto bene quello che Gesù aveva predetto dover avvenire prima del Suo ritorno, e perciò misero giustamente in guardia i santi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/11/22/chi-avra-perseverato-sino-alla-fine-sara-salvato/

Se Lo rinnegheremo, anch’Egli ci rinnegherà

se-rinnegheremo-gesu L’apostolo Paolo dice a Timoteo: “Certa è questa parola: …. se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà” (2 Timoteo 2:11,13).

Notate che questa parola è chiamata CERTA, per cui essa non può venire meno. E questo perchè questa parola pronunciata da Paolo è Parola di Dio, che peraltro conferma pienamente questa detta dal Signore Gesù Cristo ai Suoi discepoli: “…chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio” (Luca 12:9).

Dunque, se un discepolo di Cristo rinnega Cristo non può aspettarsi di essere riconosciuto da Cristo, perchè quello che lo attende è di essere rinnegato da Cristo, e quindi ciò che lo aspetta è la perdizione, la rovina.

Che sia così è confermato dalla fine che attende i falsi dottori che sono in mezzo a noi, dei quali l’apostolo Pietro dice che “rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina” (2 Pietro 2:1), perchè “la loro ruina non sonnecchia” (2 Pietro 2:3). Perchè la via dei falsi dottori conduce alla rovina? Perchè è la via degli empi (Salmo 1:6), per cui “periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità” (2 Pietro 2:12), “a loro è riserbata la caligine delle tenebre” (2 Pietro 2:17).

Ma come abbiamo visto, questi falsi dottori prima erano tra i riscattati, cioè tra coloro che erano stati riscattati a prezzo, e difatti erano sulla via santa. Pietro dice infatti che “lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità” (2 Pietro 2:15) per cui fino a che erano sulla diritta strada erano tra i salvati e i santi, ma una volta lasciatala per seguire la via di Balaam si sono smarriti e sono diventati degli empi. Che questi falsi dottori un giorno erano annoverati tra i salvati e i santi è confermato anche dal fatto che Pietro dice che erano “fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo” (2 Pietro 2:20) e che avevano “conosciuta la via della giustizia” (2 Pietro 2:21). Non si può infatti essere fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza di Cristo e avere conosciuto la via della giustizia, senza essere stati salvati e santificati da Dio. Giovanni Battista per esempio, che era salvato, venne ai Giudei “per la via della giustizia” (Matteo 21:32).

Costoro dunque hanno rinnegato il Signore che li ha riscattati, pur tuttavia si trovano ancora in mezzo alla Chiesa. E si riconoscono in quanto sono malvagi, la loro condotta e le loro opere lo testimoniano in maniera evidente. Ecco infatti cosa dice Pietro di questi che hanno rinnegato il Signore: introducono di soppiatto eresie di perdizione, camminano nelle lascivie, sono cupidi di disonesto guadagno e nella loro cupidigia (in quanto hanno il cuore esercitato alla cupidigia) sfruttano i santi con parole finte adescando le anime instabili con discorsi pomposi e vacui, promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; sono audaci, arroganti, e non hanno orrore di dir male delle dignità; sono come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, che dicono male di quel che ignorano; trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai conviti dei santi; hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare. Notate, che questi falsi dottori annunciano la libertà ai loro uditori, quindi il loro messaggio è piacevole a sentire, quantunque loro sono schiavi della corruzione e come tali destinati ad andare in perdizione.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


 

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/11/21/se-lo-rinnegheremo-anchegli-ci-rinneghera/

Coloro che Dio cancellerà dal libro della vita

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Nel libro della legge – dopo che gli Israeliti si erano resi colpevoli di idolatria presso il monte Horeb e i Leviti avevano eseguito una strage nel campo per ordine di Mosè per punire gli idolatri – troviamo scritto: “Mosè dunque tornò all’Eterno e disse: ‘Ahimè, questo popolo ha commesso un gran peccato, e s’è fatto un dio d’oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!’ E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” (Esodo 32:31-33).
Mosè dunque sapeva che Dio aveva scritto il suo nome in un libro, e chiese di essere cancellato da esso se Dio non avesse perdonato il suo popolo. Ma Dio rispose che avrebbe cancellato dal SUO libro chi aveva peccato contro di Lui. E si badi che queste parole Dio in quella circostanza le disse riferendosi a coloro che avevano peccato contro di Lui e che facevano parte del Suo popolo, popolo che Dio aveva preconosciuto e che Egli aveva scelto fra tutti i popoli affinchè fosse il suo tesoro particolare, come disse Mosè ad Israele: “Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. L’Eterno ha riposto in voi la sua affezione e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, ché anzi siete meno numerosi d’ogni altro popolo; ma perché l’Eterno vi ama, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, l’Eterno, vi ha tratti fuori con mano potente e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, dalla mano di Faraone, re d’Egitto” (Deuteronomio 7:6-8), e come disse il Salmista: “Poiché egli si ricordò della sua parola santa e d’Abrahamo, suo servitore; e trasse fuori il suo popolo con allegrezza, e i suoi eletti con giubilo” (Salmo 105:42-43).
Quindi Dio dice che cancellerà dal Suo libro coloro che hanno peccato contro di Lui. Il libro a cui Dio si riferisce è il libro della vita (chiamato anche il libro della vita dell’Agnello), in cui ha scritto dei nomi sin dalla fondazione del mondo; libro a cui fa riferimento l’apostolo Paolo nella sua lettera ai santi di Filippi quando dice: “Io esorto Evodìa ed esorto Sintìche ad avere un medesimo sentimento nel Signore. Sì, io prego te pure, mio vero collega, vieni in aiuto a queste donne, le quali hanno lottato meco per l’Evangelo, assieme con Clemente e gli altri miei collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita” (Filippesi 4:2-3). E difatti il Salmista dice per lo Spirito Santo: “Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti” (Salmo 69:28). Notate che coloro dei quali viene chiesta in questa preghiera la cancellazione dal libro della vita erano anch’essi tra i giusti, infatti lo Spirito dice “Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti”. Quindi una volta cancellati da quel libro, non si è più iscritti con i giusti. Ho detto poco fa che Dio ha scritto dei nomi nel libro della vita sin dalla fondazione del mondo perchè Dio non ha scritto in esso i nomi di tutti gli abitanti della terra, infatti nel libro dell’Apocalisse in merito alla bestia che sale dal mare leggiamo: “E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie e le fu data potestà di agire per quarantadue mesi. Ed essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione. E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno” (Apocalisse 13:5-8), e in merito alla bestia che porta la donna: “La bestia che hai veduta era, e non è, e deve salire dall’abisso e andare in perdizione. E quelli che abitano sulla terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si maraviglieranno, vedendo che la bestia era, e non è, e verrà di nuovo” (Apocalisse 17:8). Per cui dato che coloro che adoreranno la bestia saranno gettati nel fuoco eterno in quanto è scritto: “Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome” (Apocalisse 14:9-11), coloro i cui nomi non sono scritti nel libro della vita sono destinati ad andare in perdizione.
Qualcuno forse domanderà se quello che dice il Salmista in merito alla cancellazione di alcuni nomi dal libro della vita trova una qualche conferma sotto il Nuovo Patto. La risposta è affermativa, infatti Gesù dice all’angelo della Chiesa di Sardi: “Ma tu hai alcuni pochi in Sardi che non hanno contaminato le loro vesti; essi cammineranno meco in vesti bianche, perché ne son degni. Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli” (Apocalisse 3:4-5). Notate infatti che per poter continuare ad avere il proprio nome scritto nel libro della vita, BISOGNA VINCERE. E chi è colui che vince? La Scrittura dice: “Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figliuol di Dio?” (1 Giovanni 5:5) Quindi chi ha la fede è vittorioso, è un vincitore “poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (1 Giovanni 5:4), e quindi per continuare ad essere un vincitore fino alla fine dovrà conservare la fede nel Figliuolo di Dio fino alla fine. In altre parole, se crederà fino alla fine continuerà ad essere iscritto tra i giusti, perchè “il giusto vivrà per la sua fede” (Habacuc 2:4). Ma se egli smetterà di credere, tirandosi indietro, egli morirà perchè perderà la sua fede che lo fa vivere. Possiamo dire che ‘il giusto morirà per la sua incredulità’, per cui smetterà di essere un giusto. Perchè, lo ripeto, condizione indispensabile per essere giusti nel cospetto di Dio è AVERE LA FEDE NEL FIGLIUOLO DI DIO. Se dunque il giusto smette di credere nel nome del Figliuolo di Dio, smette di essere un giusto, e quindi non può più rimanere iscritto nel libro della vita. E dunque quando dei giusti si traggono indietro, il loro nome viene cancellato dal libro della vita, perchè commettono il peccato che mena a morte (1 Giovanni 5:16) dal quale è impossibile che siano rinnovati da capo a ravvedimento poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia (Ebrei 6: 6). Egli dunque cessa di essere un vincitore, e diventa un perdente. Come può uno infatti vincere il mondo senza la fede nel Figliuolo di Dio? Ecco dunque perchè Gesù ha detto quelle parole all’angelo della Chiesa di Sardi: “Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli”, perchè chi vince è colui che serba fino alla fine la giustizia che vien da Dio basata sulla fede e quindi il suo nome non sarà cancellato dal libro della vita, perchè in questo libro ci sono scritti i giusti. Ma poniamo che un credente rinunci alla giustizia che viene dalla fede perchè comincia a ritenere che l’uomo è giustificato per le opere della legge e quindi vuole ottenere la giustizia che viene dalla legge: possiamo dire che egli è ancora un vincitore? No, perchè di fatto ha rinunciato a Cristo, e quindi è scaduto dalla grazia. In altre parole, se un credente rinuncia alla giustizia di Dio per stabilire la propria giustizia, egli da benedetto diventa maledetto, in quanto è scritto che “coloro che hanno la fede, sono benedetti col credente Abramo” (Galati 3:9), mentre “tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!” (Galati 3:10). Come potrà dunque continuare ad essere vestito di vesti bianche? Non potrà, in quanto sarà nudo, apparirà la vergogna della sua nudità. Come potrà dunque continuare il suo nome ad essere scritto nel libro della vita tra i giusti? Sarà impossibile perchè “l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù” (Galati 2:16). E chi si tira indietro non ha più la fede che può salvare la sua anima, in quanto diventa un incredulo ossia un perdente.
A tale proposito voglio farvi notare questa cosa nel libro dell’Apocalisse dove Dio dice: “Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:7-8). Notate attentamente che quelli che vincono, cioè i vincitori – ossia coloro che hanno la fede nel Figliuolo di Dio – sono figli di Dio, e di loro viene detto che erediteranno queste cose e difatti entreranno nella nuova Gerusalemme. Perchè questo? Perchè nella nuova Gerusalemme entreranno coloro i cui nomi sono scritti nel libro della vita, secondo che è scritto: “E niente d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità, v’entreranno; ma quelli soltanto che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello” (Apocalisse 21:27), e i nomi di coloro che vincono sono scritti nel libro della vita. Ma quanto agli increduli, essi non erediteranno queste cose, ma la loro parte sarà nel fuoco eterno e questo perchè i loro nomi non sono scritti nel libro della vita. Essi non sono tra i vincitori, ma tra i perdenti. E tra gli increduli ci sono anche quelli che hanno creduto per un tempo, ma poi si sono tirati indietro a loro perdizione (Luca 8:13; Ebrei 10:39) e per questa ragione non risultano essere più tra coloro che vincono i cui nomi sono nel libro della vita. I loro nomi infatti sono stati cancellati dal libro della vita.
Ecco dunque spiegato perchè Paolo ammonì severamente i santi della Galazia affinchè non dessero ascolto a coloro che insegnavano che si viene giustificati per le opere della legge, e lo scrittore agli Ebrei credenti li mise severamente in guardia dal ritornare ai sacrifici espiatori prescritti dalla legge di Mosè appoggiandosi al sacerdozio secondo l’ordine di Aaronne, perchè fare ciò avrebbe significato rinunziare a Cristo e scadere dalla grazia, e quindi ad essere cancellati dal libro della vita. Il pericolo che correvano quei credenti era dunque gravissimo.
Ma d’altronde già sotto la legge c’era la possibilità che un giusto diventasse un empio, infatti dice Dio tramite il profeta Ezechiele: “E se il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l’iniquità e imita tutte le abominazioni che l’empio fa, vivrà egli? Nessuno de’ suoi atti di giustizia sarà ricordato; per la prevaricazione di cui s’è reso colpevole e per il peccato che ha commesso, per tutto questo, morrà” (Ezechiele 18:24). Avete notato cosa dice Dio? Che il giusto se si abbandona a fare le abominazioni dell’empio morrà. E non ha forse detto l’apostolo Paolo la stessa cosa quando disse ai santi di Roma: “Se vivete secondo la carne, voi morrete” (Romani 8:13)? Cosa significa infatti vivere secondo la carne se non vivere come gli empi? In altre parole, per esempio, se un giusto si abbandona all’ingiustizia, all’idolatria alla fornicazione, all’omosessualità, alla stregoneria, al ladrocinio, alle ubriachezze, egli morrà. O c’è qualcuno che può dimostrarmi che un giusto vivrà anche vivendo secondo la carne e quindi erediterà lo stesso il regno di Dio? Non dice forse Paolo ai santi di Corinto: “Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10)?
Ecco spiegata dunque la ragione per cui gli apostoli esortavano con forza i santi a perseverare nella fede e a procacciare la santificazione, perchè essi erano pienamente persuasi che c’è la possibilità per un giusto di essere cancellato dal libro della vita e che quando questo succede egli parteciperà poi alla resurrezione degli ingiusti nel giorno del giudizio per essere giudicato secondo le sue opere ed essere condannato ad una eterna infamia, secondo che è scritto: “Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch’erano in esso; e la morte e l’Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l’Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Apocalisse 20:11-15). E siccome anche noi siamo persuasi di ciò di cui erano persuasi i santi apostoli, facciamo la stessa cosa con voi, fratelli nel Signore.
Dunque, questo mio scritto ha lo scopo di incoraggiarvi a fare la volontà di Dio fino alla fine affinchè il vostro nome RIMANGA SCRITTO nel libro della vita ed ereditiate il regno di Dio, ma anche quello di mettervi in guardia dal tirarvi indietro perchè in questo caso il vostro nome VERREBBE CANCELLATO dal libro della vita e ve ne andreste in perdizione.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/11/13/coloro-che-dio-cancellera-dal-libro-della-vita/

Giovanni Calvino rigettava il millennio

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Giovanni Calvino rigettava il millennio, ossia il regno millenario di Cristo Gesù con i Suoi santi che comincerà sulla terra alla Sua venuta (cfr. Apocalisse 20:1-7). Egli infatti scrisse: «Ma poco dopo sono usciti i Chiliasti, i quali hanno voluto abbreviare il regno di Gesù Cristo e restringerlo nel termine di mille anni. La loro tesi è così puerile che non richiede di essere confutata, poiché non ne è degna. L’Apocalisse da cui essi hanno tratto lo spunto per mascherare il loro errore, non lo appoggia affatto, visto che il numero mille, che è menzionato (Apoc., XX,4), non si riferisce alla beatitudine permanente della Chiesa, ma a molte rivoluzioni che dovevano accadere per molestarla» (Istituzione della religione cristiana, Libro Terzo, 25, 5).
Che dire? Quanta ignoranza e arroganza! La Scrittura è così chiara a tale riguardo, mentre lui con i suoi vani ragionamenti l’annullava. Non vi fate dunque sedurre dai vani ragionamenti di coloro che si attengono a queste ciance di Calvino.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/11/11/giovanni-calvino-rigettava-il-millennio/

Hanno fatto naufragio quanto alla fede

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Fratelli, sappiate che se un credente rinunzia ad avere una buona coscienza naufragherà quanto alla fede, perché Paolo dice a Timoteo: “Io t’affido quest’incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d’esse la buona guerra, avendo fede e buona coscienza; della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede. Fra questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare” (1 Timoteo 1:18-20). Ecco dunque perché è molto importante avere una buona coscienza. A taluni invece non gli interessa nulla di avere una buona coscienza, infatti si abbandonano all’empietà, all’ingiustizia, e alla disonestà. Costoro hanno fatto naufragio quanto alla fede.

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2014/05/27/hanno-fatto-naufragio-quanto-alla-fede/

Cenni biografici su Giovanni Diodati, affinché si sappia che noi prendiamo le distanze dal male che costui ha fatto

giovanni_diodatiGiovanni Diodati

Teologo ginevrino (Ginevra 1576 – 1649). Era terzo di dieci figli di una famiglia patrizia lucchese emigrata nella calvinista Ginevra perché di fede protestante. Fu professore di ebraico e di teologia. In seguito divenne anche pastore e membro influente della Venerabile Compagnia dei Pastori. Svolse missioni diplomatiche. Cercò invano di avvicinare Venezia alla Riforma protestante, confidando nell’azione rivelatasi poi troppo irresoluta di Paolo Sarpi. Fu un rigido rappresentante dell’ortodossia calvinista. Partecipò al sinodo di Dordrecht (1618-19) sulla predestinazione, caldeggiando la condanna dell’arminianesimo. Come membro della Compagnia dei Pastori partecipò a numerosi processi che a Ginevra, come in molti altri paesi europei, furono intentati contro “eretici”, “indemoniati”, “streghe”, “atei”, e si conclusero con frequenti condanne a morte per “lesa maestà divina” (anche un pastore, N. Antoine, fu giustiziato nel 1632 come apostata macchiatosi di “eresia ebraica”).

La notorietà di Diodati è principalmente legata alla sua traduzione della Bibbia in italiano (1607), oggi ancora in uso, nella versione detta “Riveduta”, nel protestantesimo di lingua italiana. Era la prima ed è finora rimasta l’unica traduzione della Bibbia in italiano da parte protestante. Essa si segnala per la sua qualità letteraria, per la nitidezza del pensiero, per la diligenza filologica e per il valore delle note esplicative. Diodati tradusse la Bibbia anche in francese (1644).
[Paolo Ricca]

[Fonte: http://zvanen.essedici.it/prosp_teol_protestante/bibbia/diodati.html%5D

Deve essere chiaro che prendiamo le distanze dai processi e dalle condanne a morte contro esseri umani, non importa che cosa professino o cosa siano o cosa abbiano fatto, noi non dobbiamo votare o volere la morte di nessuno. Nessun uomo può essere messo a morte dai discepoli di Cristo, a nessuno può essere torto neppure un capello, perché Gesù ha ordinato questo:

«Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v’oltraggiano.
A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica.
Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.
E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro.» (Luca 6:27-31)

Quindi, chi vuole essere VERO discepolo di Cristo, deve mettere in pratica queste Sue parole. Chi non pratica queste parole, non è VERO discepolo di Cristo.

La disciplina nella chiesa di Cristo deve certamente essere applicata, ma può sfociare al massimo nel togliere di mezzo all’assemblea il dissidente, l’eretico, il ribelle e il disordinato, questi può essere cacciato dall’assemblea, ma mai si dovrà arrivare a togliere un solo capello contro tali persone. Sarà Iddio che darà ai ribelli e agli eretici ciò che si meritano, ma noi cristiani non dobbiamo mai per nessuna ragione fare alcun male alle persone, quand’anche si trattasse dei nostri nemici che ci odiano.

Fratelli nel Signore, ricordate bene questi passaggi della Bibbia e metteteli in pratica, e guardatevi da tutti coloro che invece parlano di fare del male al prossimo. Che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Che Dio abbia pietà del suo popolo e lo guardi da ogni male.

Giuseppe Piredda


Tratto da: https://labuonastrada.wordpress.com/2015/01/26/cenni-biografici-su-giovanni-diodati-affinche-si-sappia-che-noi-prendiamo-le-distanze-dal-male-fatto/

Ti stai chiedendo se la dottrina «una volta salvati sempre salvati» è vera o falsa? Ecco i passi della Scrittura che mostrano che è falsa

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Una volta credenti, sempre credenti? No, perché Gesù ha detto che coloro che ricevono la Parola nei luoghi rocciosi sono coloro che “credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro” (Luca 8:13), e lo scrittore agli Ebrei parla di credenti “che si traggono indietro a loro perdizione ” (Ebrei 10:39)
Una volta nella fede, sempre nella fede? No, perché l’apostolo Paolo dice a Timoteo: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l’astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie. Poiché tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da riprovare, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera” (1 Timoteo 4:1-5), ed anche: “Io t’affido quest’incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d’esse la buona guerra, avendo fede e buona coscienza; della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede.” (1 Timoteo 1:18-19), ed ancora: “… l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori …. custodisci il deposito, schivando le profane vacuità di parole e le opposizioni di quella che falsamente si chiama scienza, della quale alcuni facendo professione, si sono sviati dalla fede.” (1 Timoteo 6:10,20-21)
Una volta giustificati per grazia, sempre giustificati per grazia? No, perché Paolo dice ai Galati: “Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete scaduti dalla grazia” (Galati 5:4)
Una volta sotto la grazia, sempre sotto la grazia? No, perché Paolo dice ai Galati: “Ditemi: Voi che volete esser sotto la legge, non ascoltate voi la legge?” (Galati 4:21)
Una volta nel libro della vita, sempre nel libro della vita? No, perché Dio disse al suo servo Mosè: “Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” (Esodo 32:33), e Davide dice di quei giusti che diventano nemici di Cristo: “Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti” (Salmo 69:28)
Una volta nella mano di Cristo, sempre nella sua mano? No, perché Gesù disse all’angelo della Chiesa di Laodicea che era nella sua mano destra: “Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca” (Apocalisse 3:16).
Una volta nella verità, sempre nella verità? No, perché Paolo dice a Timoteo: “Imeneo e Fileto; uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni” (2 Timoteo 2:17-18).
Una volta in Cristo, sempre in Cristo? No, perché Gesù disse ai suoi discepoli: “Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via; … Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.” (Giovanni 15:1-2,6)
Una volta riscattati dal peccato, sempre riscattati? No, perché l’apostolo Pietro dice dei falsi dottori: “… rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. …. Perché, con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore, promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; giacché uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto. Poiché, se dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima.” (2 Pietro 2:1,18-20)
Una volta lavati dai peccati mediante il sangue di Cristo, sempre lavati? No, perché l’apostolo Pietro dice dei falsi dottori: “È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango.” (2 Pietro 2:22)
Una volta sulla diritta strada, sempre sulla diritta strada? No, perché è scritto dei falsi dottori: “Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità” (2 Pietro 2:15), ed anche: “Perché meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato” (2 Pietro 2:21).
Una volta discepoli di Cristo, sempre discepoli di Cristo? No, perché l’apostolo Giovanni dice: “D’allora molti de’ suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavan più con lui.” (Giovanni 6:66)
Una volta salvati, sempre salvati? No, perché è scritto che Gesù la notte che fu tradito disse al Padre sui suoi discepoli: “Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.” (Giovanni 17:12), e lo scrittore agli Ebrei parla di credenti “che si traggono indietro a loro perdizione” (Ebrei 10:39)
Una volta amici di Dio, sempre amici di Dio? No, perché Giacomo dice nella sua epistola: “O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:4).
Una volta riconosciuto Cristo, sempre riconosciuti da Cristo? No, perché Gesù disse ai Suoi amici: “Chiunque mi avrà riconosciuto davanti agli uomini, anche il Figliuol dell’uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio; ma chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio” (Luca 12:8-9). E questo spiega perché Paolo poi disse a Timoteo: “Se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà” (2 Timoteo 2:13).
Una volta con il Signore, sempre con il Signore? No, perché la Parola ci dice: “Se lo abbandonate, egli vi abbandonerà” (2 Cronache 15:2)
Una volta ravveduti, sempre ravveduti? No, perché nell’epistola agli Ebrei è scritto: “Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia” (Ebrei 6:4-6)
Una volta partecipi di Cristo, sempre partecipi di Cristo? No, perché è scritto: “Siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio” (Ebrei 3:14)
Una volta vivificati, sempre vivificati? No, perché è scritto: “Se vivete secondo la carne, voi morrete; ma se mediante lo Spirito mortificate gli atti del corpo, voi vivrete” (Romani 8:13).
Una volta in piedi, sempre in piedi? No, perché Paolo dice ai santi di Corinto: “Perciò, chi si pensa di stare ritto, guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12), e lo scrittore agli Ebrei dice: “Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia” (Ebrei 6:4-6)
Una volta innestati contro natura nell’ulivo domestico, sempre innestati? No, perché è scritto: “Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi innestato. Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi. Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso.” (Romani 11:19-22)
Una volta santificati, sempre santificati? No, perché è scritto: “Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?” (Ebrei 10:29)
Una volta diventati casa di Dio, sempre casa di Dio? No, perché lo scrittore agli Ebrei dice: “La sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza” (Ebrei 3:6).
Alla luce dunque di tutti questi versi della Parola di Dio, diciamo quanto segue: è possibile che un giusto si tiri indietro a sua perdizione o che non perseveri fino alla fine nella fede, nella verità e nella grazia; e difatti come mostra la Scrittura esistono giusti che si tirano indietro o che non perseverano fino alla fine nella fede, nella verità e nella grazia. Badiamo dunque a noi stessi, studiamoci di entrare nel riposo di Dio, affinché nessuno cada seguendo il loro esempio di disubbidienza.


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/11/05/ti-stai-chiedendo-se-la-dottrina-una-volta-salvati-sempre-salvati-e-vera-o-falsa-ecco-i-passi-della-scrittura-che-mostrano-che-e-falsa/

Charles Spurgeon fumava sigari!

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“Intendo fumarmi un buon sigaro alla Gloria di Dio prima di andare a letto questa sera”
(I intend to smoke a good cigar to the glory of God before I go to bed to-night).

Queste parole insensate le ha dette Charles Haddon Spurgeon, soprannominato ‘il principe dei predicatori’, e le disse pubblicamente nel 1874 presso il Metropolitan Tabernacle di Londra dopo avere sentito un fratello raccontare come il Signore lo aveva aiutato a rinunciare al vizio del fumo.

In un altra occasione Spurgeon ebbe a dire queste altre parole: ‘Se qualcuno mi può mostrare nella Bibbia il comando, ‘Non fumare’, io sono pronto ad osservarlo, ma ancora non l’ho trovato’ (If anybody can show me in the Bible the command, ‘Thou shalt not smoke,’ I am ready to keep it; but I haven’t found it yet’; parole anche queste insensate che mostrano la sua ostinatezza nel riconoscere peccato una cosa che sappiamo è peccato. Ma ci fu ai suoi giorni chi ebbe il coraggio di riprenderlo per queste altre sue parole insensate.

Il suo vizio di fumare sigari era molto noto a quel tempo (vizio che lui difendeva strenuamente), e un po’ meno oggi, e persino i produttori di tabacco usavano questo suo vizio per pubblicizzare le sigarette. La foto qua sopra ne è un esempio.

Diletti, non imitate il male, ma il bene.

La Parola di Dio, benché non dica esplicitamente che fumare è peccato, pure fa comprendere che fumare è peccato. Esaminiamo il fumare la sigaretta o il sigaro; che cosa è? Qualcosa di necessario, qualcosa di salutare per il proprio corpo? No, non è né qualcosa di necessario e neppure qualcosa di salutare per il proprio corpo. Paolo dice: “ogni cosa m’è lecita, ma non ogni cosa è utile” (1 Cor. 6:12), e il fumare la sigaretta è tra le cose inutili. Ma non solo inutili ma anche nocive; perché è risaputo che fumare la sigaretta fa male, e che ogni anno muoiono tante persone a causa di malattie procurate dal fumo. Ora, dato che fumare fa male al corpo, ciò significa che se un credente fuma danneggia il tempio di Dio e Paolo dice che “se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi” (1 Corinzi 3:17). Questa è la ragione per cui coloro che si convertono al Signore devono smettere di fumare.

Alcuni anni fa un pastore di una Chiesa Evangelica Battista in una sua intervista su un giornale dichiarò che ‘una sigaretta dopo il caffè non gli sembra peccato’. Purtroppo questo uomo è stato tratto in inganno dall’apparenza ‘innocua’ di questo peccato (ma credo anche dalle parole ingannevoli di Charles Spurgeon che era anche lui Battista), per questo parla così ed insegna così. Noi dissentiamo profondamente da questa affermazione (purtroppo condivisa da molti pastori evangelici): fumare è un vizio, o detto in altri termini una mondana concupiscenza da cui il credente si deve astenere per conservare il proprio corpo in santità ed onore.

Alcuni dicono: ‘La sigaretta mi rilassa’; questo è falso perché la sigaretta non può trasmettere tranquillità a colui che la fuma; la pace e la tranquillità le dà Dio senza l’ausilio della sigaretta. Se la sigaretta rilassa allora dobbiamo dire anche che i calmanti calmano chi non ha pace e che i sonniferi fanno dormire chi non riesce a dormire; mentre è meglio dire che essi stordiscono chi ne fa uso e lo intossicano. Noi riteniamo che come i credenti non hanno bisogno di prendere calmanti e sonniferi perché hanno il Signore ché da loro la calma in mezzo alle distrette e il sonno quando devono dormire, così nessun credente ha bisogno della sigaretta per ‘rilassarsi’.

In Isaia sono scritte le seguenti parole che fanno proprio per colui che benché abbia creduto continua a fumare perché reputa che fumare non è peccato: “Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sedotto lo travia, sì ch’ei non può liberare l’anima sua e dire: Questo che tengo nella mia destra non è una menzogna?” (Isaia 44:20).

Sappiano tutti coloro che ancora fumano che devono smettere subito di fumare; voi direte: ‘Come possiamo fare? Innanzi tutto sappiate che voi potete farcela in Cristo Gesù perché è scritto: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13); poi vi dico di pregare Dio nel nome di Cristo Gesù affinché vi liberi da questo vizio e lui vi libererà una volta per sempre. Lottate contro il peccato, non accarezzatelo.

Concludo dicendo questo: fumare è peccato, e guasta il corpo che è il tempio di Dio. Perciò nessuno vi seduca con vani ragionamenti

Giacinto Butindaro

P.S. Per chi conosce l’inglese può leggere molte cose sul vizio di fumare sigari da parte di Spurgeon qua
http://www.spurgeon.org/misc/cigars.htm


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2010/08/01/charles-spurgeon-fumava-sigari/

La ‘pastora’ che non crede in Dio

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La pastora che non crede in Dio – Un’intervista radiofonica a Ella de Groot suscita ampio dibattito

(Paolo Tognina) Il caso è scoppiato lo scorso mese di luglio quando, intervistata dalla radio della Svizzera tedesca, la pastora Ella de Groot (nella foto), di origini olandesi, in servizio a Muri-Gümligen (Canton Berna), ha affermato di non credere nell’esistenza di un Dio personale. Secondo Ella de Groot, Dio non sarebbe un interlocutore cui rivolgersi e dal quale essere interpellati. Domenica 22 settembre, Chiese in Diretta, magazine di cultura e informazione religiosa in onda su RSI Rete Uno, dedica spazio all’argomento.

La forza della vita
La giornalista del programma SRF2 “Perspektiven” che ha intervistato Ella de Groot, ha voluto saperne di più sulle sue opinioni intorno a Dio. E ha chiesto alla pastora se si definisca atea o meno. “No”, è stata l’immediata risposta della teologa attiva nel Canton Berna, “non mi definisco atea. Io credo nella forza della vita, non mi va di essere definita una pastora atea”.
Dio, secondo Ella de Groot, “è la vita, è la forza che ci permette di vivere. Questa forza possiamo definirla energia, o spirito, o possiamo chiamarla Dio. Credo in questa forza, credo nella vita, nella forza della vita. È una forza che ciascuno di noi può percepire, vivendo un’esperienza comunitaria. Ad esempio durante il culto: quando cantiamo insieme, quando preghiamo insieme… Io percepisco questa forza al capezzale di un malato, ma anche dialogando con le persone”.

Critica interna
Queste e altre affermazioni rilasciate nell’intervista hanno suscitato un’ampia eco, in Svizzera, ma anche all’estero. Dibattiti, articoli e trasmissioni televisive si sono occupati delle tesi di de Groot. E improvvisamente a nord delle Alpi è ripreso con forza il dibattito sull’esistenza di Dio.
Molte lettere ai giornali hanno stigmatizzato le posizioni della pastora de Groot. Undici teologi e teologhe riformati bernesi hanno preso posizione in merito all’intervista e alle opinioni espresse dalla loro collega. E lo scorso 19 agosto anche il Consiglio sinodale della chiesa riformata di Berna ha espresso ufficialmente la propria posizione sulla vicenda. Usando molta cautela. E difendendo in sostanza la libertà di coscienza della pastora di Muri-Gümligen.

De Groot alla RSI
Domenica 22 settembre, nell’ambito della trasmissione di cultura e informazione religiosa Chiese in Diretta, in onda su RSI Rete 1, alle 8.30, un servizio si occuperà di approfondire le posizioni della pastora Ella de Groot e darà spazio ai suoi critici e al parere espresso dal Consiglio sinodale riformato bernese.

18 settembre 2013

Fonte: http://www.voceevangelica.ch/focus/focus.cfm?id=19952


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/09/19/la-pastora-che-non-crede-in-dio/